Situazione epidemiologica del morbillo-sintesi delle circolari ministeriali

Caro Collega,

come avrai sicuramente notato la situazione epidemiologica per il morbillo è diventata assai preoccupante: abbiamo superato i 3000 casi ed il Ministero ha emanato una circolare il 4 aprile 2017 alla quale è seguita un’altra esplicativa il 20 giugno precedentemente inviate.

Cerchiamo comunque di sintetizzare il comportamento da seguire.

  1. In tutti i bambini raccomandare ed effettuare la vaccinazione MPRV alle età previste.

  2. In caso di focolai epidemici nei soggetti che sono stati a contatto con un malato:

  3. Effettuare la vaccinazione ai contatti suscettibili di casi di morbillo entro 72 ore dall’esposizione.

  4. Nei casi in cui sono trascorsi più di 72 ore dall’esposizione effettuare immediatamente una dose di immunoglobuline e raccomandare di effettuare comunque, la vaccinazione per recuperare i suscettibili eventualmente non contagiati, ma aspettando sei mesi dopo l’effettuazione delle Immunoglobuline

  5. effettuare immediatamente la seconda dose ai bambini esposti e ai loro fratelli/sorelle vaccinati con una sola dose, anche se di età inferiore a quella prevista dal calendario vaccinale per la seconda dose;

  6. effettuare (anticipando) la prima dose ai bambini suscettibili esposti a partire dai 6 mesi di età. Tuttavia, data la minore efficacia del vaccino al di sotto dell'anno di età, il bambino dovrà, comunque, successivamente essere sottoposto alla schedula a 2 dosi come da calendario nazionale

  7. Per quanto riguarda i bambini sotto i 6 mesi di età, le donne in gravidanza suscettibili e i pazienti immunodepressi, in cui il rischio di complicanze è aumentato se dovessero sviluppare la malattia, si raccomanda di somministrare le IgG entro 6 giorni dall’esposizione.

Si ricorda che nelle persone di qualsiasi età, dopo la somministrazione di Ig è necessario aspettare almeno 6 mesi prima di procedere alla vaccinazione.

Dato che le immunoglobuline specifiche non sono più in commercio e quelle aspecifiche si fanno sono in ambiente ospedaliero, nei casi in cui fosse prevista la somministrazione di immunoglobuline il bimbo va inviato all’ospedale di riferimento.

Giovanni Vitali Rosati

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